Mosche è il nome del gruppo che nasce ad Ottobre del 2014 e si manifesta come naturale bisogno di esprimere ancora più chiaramente e definitivamente la profonda disillusione che caratterizza gli inizi di questo secondo millennio.

Concetto quest’ultimo che l’ambiente musicale contemporaneo non ha ancora incarnato totalmente e che non può allacciarsi a nulla che arrivi dall’estero, poiché fa riferimento ad uno scenario totalmente italiano.

La musica delle Mosche mira a rivelare ciò che è più fastidioso del pensiero comune e individuale.

Le persone credono e cercano continuamente di sentirsi al centro del mondo, celebrando vittorie di poco conto che rivelano, invece, un isolamento ed una povertà spirituale potenti. Allo stesso modo non cercano mai dentro sè stessi la causa del proprio malessere. Si vuole sempre di più ma sempre al di fuori di sè stessi. Ci si nega la possibilità che affrontando il marcio che è dentro di noi la nostra vita possa migliorare, semplicemente perchè tale possibilità comporta necessariamente un viaggio oscuro e molto faticoso.

Il significato di Mosche si riallaccia al romanzo di W.Golding “Il signore delle mosche”, che, seppure in modo immaginario descrive precisamente questo conflitto che porta inesorabilmente a conseguenze devastanti ma non immediatamente visibili, ma che le mosche sanno per natura riconoscere.

Assumendo tale veste le “mosche” si scelgono il ruolo di invisibili osservatori.

Attraverso un ronzio rivelatore e ad alto volume fanno luce sul “letame” attorno al quale volano e di cui sempre si sono per necessità nutrite.